L’ORIGINE DELL’ORDINE CISTERCENSE

Quest’Ordine monastico affonda le sue origini in pieno Medioevo. Ancor prima di presentarsi come ordine religioso si Ŕ presentato come un movimento di idee.

Agli inizi dell’XI secolo dominava il panorama monastico europeo l’ordine benedettino di Cluny: la sua organizzazione ed il suo pensiero, usando un termine moderno, "facevano tendenza"; il centro vitale di questo ordine si basava sulle regole di S.Benedetto e sulla sua opera l’Opus Dei. Le lodi a Dio, la preghiera, il canto corale indicati dalle regole del Santo vennero aumentate fino a far scomparire nell’ordine benedettino il lavoro fisico ed intellettuale, trasformando l’ordine in un’entitÓ fine a se stessa.

Questo fece sorgere una specie di contrasto, un’antitesi tra la regola dettata dal Santo fondatore e la consuetudine vigente, resa quasi sacra dalla tradizione d’uso. Risolvere questo contrasto non fu facile: intorno alla figura discussa dell’Abate Roberto sorse un movimento che si riprometteva di trovare una via di mezzo tra la "regula" e la "consuetudo". L’Abate Roberto (descritto come un uomo "strano, …comunque un sensibile, un timido pieno di improvvise audacie") nel 1075 aveva fondato, insieme ad alcuni eremiti il Monastero di Molesme divenuto subito ricco e conosciuto.

Aumentato il "capitale iniziale" grazie ad alcuni lasciti di ricchi benefattori, il convento si lasci˛ trascinare dal modello contemplativo di Cluny. Roberto prov˛ a protestare contro questo modo di vivere e pensare le cose, ma trov˛ da parte dei confratelli una forte resistenza; onde evitare disordini, decise, con alcuni fedeli, di ritirarsi in eremitaggio.

Le origini

Un tentativo di ricomposizione fu avviato, poco dopo da parte di Roberto su indicazione di Papa Urbano III, ma senza esiti apprezzabili: Roberto si rec˛ allora da Ugo di Die, Arcivescovo di Lione e Legato Apostolico in terra di Francia che condivideva il pensiero dell’Abate. Ugo di Die "ordin˛" la completa restaurazione della regola originale di S. Benedetto, consigliando all’Abate Roberto di stabilirsi in un’altra localitÓ per servire al meglio Dio.

Roberto fu inviato in Borgogna presso il Duca Oddone: un vassallo del duca, Rinaldo Visconte di Beaume, don˛ all’Abate un luogo dove si sarebbe dovuto erigere il monastero.

Nel 1098 inizi˛ la costruzione del monastero; il luogo fu chiamato "Novum Monasterium" in opposizione al vecchio monastero di Melesme. Il luogo dove fu costruito il monastero nuovo si chiamava Citeaux (Cistercium nel latino nel latino dell’epoca).

Il nome dell’ordine pare proprio derivi dal toponimo latino della localitÓ. Presso i monaci "non era tanto il nuovo a trovarsi in primo piano… quanto piuttosto il rinnovamento di uno stato vecchio giÓ da tempo fissato nella sua essenza…"

chiesa.jpg (15201 byte)

In questo carattere di rinnovamento cistercense Ŕ comunque insito uno spirito molto profondo di rinnovamento creativo, di adattamento alla nuova situazione. In altre parole ci˛ significa principalmente il superamento della contraddizione latente tra "regula" e "consuetudine", partendo dal presupposto della necessitÓ di attenersi alla "rectissima via" della Regola seguendo in toto le sue disposizioni.

"La lettera" Ŕ riconosciuta come base di sostegno principale dello spirito, la parola diviene garante dell’originalitÓ che scaturisce direttamente dal Vangelo. Infatti, solo il Vangelo autorizza a trovare le forme di povertÓ, di obbedienza, di gerarchia, di partecipazione alla condotta della cosa comune, del silenzio, della clausura, in breve dell’ascesi e della preghiera che permettono la realizzazione dei progetti definiti dalla regola del Santo: in pratica la ricerca di Dio. In questo modo Roberto e gli altri monaci si impegnarono a trovare la purezza e la rettitudine restando fedeli ad un caposaldo ben preciso: la povertÓ collettiva e la divisione completa dal mondo circostante.

Molte furono le gelosie che si crearono intorno alla figura dell’Abate Roberto che nel 1099 fu, per ordine del Papa, costretto a rientrare a Molesme. Il suo successore, Alberico, al fine di risolvere queste gelosie e tutte le diatribe sorte intorno alla nascita del Nuovo Monastero, chiese, con l’appoggio del legato apostolico e del Vescovo di Chalon, la protezione del Papa stesso che venne accordata nel 1100 da Papa Pasquale II.

La nuova situazione venutasi a creare con l’implicita protezione papale fece acquisire ai monaci una maggiore autocoscienza sulla diversitÓ e sulla disciplina di quello che diventerÓ un nuovo ordine monastico. Morto Alberico gli succedette Stefano Harding che ebbe la fortuna di accogliere nella confraternita il giovane Bernardo di Fontaine, divenuto poi S. Bernardo.

Sono quindi due i personaggi "storici" dell’ordine: da una parte l’organizzatore ed il fondatore di monasteri, Stefano Harding, dall’altra il teologo S. Bernardo. L’Abate Stefano fond˛ una serie di monasteri: La FertŔ (1113), Pontigny (1114), Clairvaux (1115), Morimond (1115).Dato che questi Monasteri iniziarono a "proliferare", provvide anche ad unire le singole case per formare un Ordine vero e proprio.

Risultato del suo lavoro di riorganizzatore fu la Charta Caritatis, costituzione del nuovo ordine (cistercense) approvata da Papa Callisto III nel 1119. S. Bernardo fu invece un "radicale", un teologo, dedicato completamente a Dio ed all’Ordine. Il Santo perseguiva un’austeritÓ esterna, la vita spirituale lo assorbiva completamente e pi¨ il suo corpo si indeboliva, pi¨ aumentava la grandezza dell’anima.